Cos’è la prestazione di lavoro autonomo occasionale?

Cos’è la prestazione di lavoro autonomo occasionale?

La prestazione di lavoro autonomo occasionale, generalmente chiamata solo prestazione occasionale, è adatta a chi svolge saltuariamente delle attività professionali.

Non è un’alternativa alla partita iva. Ma uno strumento a cui ricorrere se si rispettano determinate condizioni, che permette di eseguire dei lavori senza necessità di aprirla. Ora stai già pensando “ah sì, quando fai meno di 5.000 Euro all’anno”.

Sfatiamo subito questo mito: 5.000 Euro non è lo spartiacque tra prestazione occasionale e partita iva. Questa cifra tornerà nell’articolo, ma per un altro motivo.

E ora che ho stuzzicato la tua curiosità (perché immagino ora tu stia fremendo per saperne di più), vediamo quali sono i veri limiti della prestazione occasionale.

Quali sono i limiti della prestazione di lavoro autonomo occasionale?

Puoi ricorrere alla prestazione occasionale per svolgere delle attività professionali saltuarie caratterizzate dall’assenza di:

abitualità – per ogni singolo committente puoi lavorare solo una volta all’anno

professionalità – non si possono svolgere le attività per le quali è prevista l’iscrizione ad un albo (come avvocato, medico, ingegnere,…)

continuità – puoi lavorare in questo modo al massimo 30 giorni all’anno

coordinazione – l’attività non deve essere organizzata né coordinata dal committente

Inoltre, non puoi pubblicizzare la tua attività. Né online né offline.

E quindi i 5.000 Euro?

Eccoci arrivati. Ora ti svelerò cos’è realmente il limite dei 5.000 Euro.

Sotto questo importo non devi versare i contributi previdenziali. Sopra devi iscriverti alla gestione separata INPS e versarli per l’importo eccedente questa “soglia di esenzione”.

Quindi, se in un anno ricorri alla prestazione occasionale per un totale di 3.000 Euro devi pagare al massimo l’IRPEF. Ma se l’importo complessivo è di 8.000 Euro devi pagare l’IRPEF sul totale del compenso (esclusi i rimborsi spese) e i contributi previdenziali su 3.000 Euro.

E i contributi sono per 1/3 a carico tuo e per 2/3 a carico del committente.

Quindi sì, se rispetti tutti i paletti di cui abbiamo parlato puoi incassare ben più di 5.000 Euro, ma devi iscriverti alla gestione separata INPS e versare i contributi che per il 2021 ammontando al 25,92% dei compensi, che si riducono al 24% se sei già iscritto a un’altra forma previdenziale. Poco più dell’8% spetterà a te e il restante 16% al tuo cliente.

Cosa fare per lavorare con la prestazione occasionale?

Prima di iniziare a lavorare è bene mettere nero su bianco tutte le condizioni con il committente: la tipologia della prestazione, i tempi di consegna, o la durata della collaborazione, e l’ammontare del compenso.

Al termine del lavoro io ti consiglio di emettere una proforma che riepiloghi l’importo lordo della prestazione, le eventuali ritenute (ne parleremo tra poco) e il compenso netto che il committente deve versare.

Dopo il pagamento invece devi emettere la ricevuta di prestazione occasionale. E se l’importo è superiore a 77,47 Euro ricordati di applicare una marca da bollo da 2 Euro che abbia una data di emissione uguale o precedente alla ricevuta.

Quali sono le ritenute?

Sul compenso della prestazione di lavoro autonomo occasionale possono essere operate due diverse ritenute: la ritenuta d’acconto, per le imposte sul reddito, e la ritenuta INPS, per i contributi previdenziali.

Se il tuo committente è un sostituto d’imposta, ovvero ha una partita iva e non è in regime forfettario, dovrà trattenere il 20% del tuo compenso a titolo di ritenuta d’acconto e poi versarla all’agenzia delle entrate per te.

Se hai eseguito il lavoro nei confronti di un privato o di qualcuno che ha optato per il regime forfettario invece non dovrai applicarla.

La ritenuta previdenziale invece è quella relativa ai contributi INPS che, come abbiamo visto, devi versare se superi i 5.000 Euro di compensi nell’anno. E come detto, 1/3 è a tuo carico, ma la versa il committente insieme alla sua parte.

L’anno successivo (di solito verso la fine di marzo) il tuo cliente ti invierà la Certificazione Unica che attesta l’ammontare dei compensi e dei versamenti effettuati.

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Bisogna fare la dichiarazione dei redditi?

Anche qui dipende dal caso in cui ti trovi e dagli importi di cui stiamo parlando.

Se nel corso dell’anno hai lavorato solo con la prestazione occasionale, non hai altri redditi e il totale dei tuoi compensi è inferiore a 4.800 Euro sei esentato dal presentare la dichiarazione dei redditi. Questo perché con una cifra del genere l’IPREF a tuo carico è pari a 0.

Ma

C’è un grande ma

Se qualcuno dei tuoi clienti ha operato la ritenuta d’acconto vuol dire che ha versato degli acconti per la tua l’IRPEF. E con la dichiarazione dei redditi puoi recuperarli.

Considerando che oggi con la dichiarazione precompilata è facilissimo (puoi farla da solo) e che se non lo fai perdi quei soldi, ti conviene assolutamente.

Se invece superi i 4.800 Euro o hai altri tipi di reddito (come ad esempio quelli da lavoro dipendente) sei obbligato a presentarla, inserendo il totale delle prestazioni alla voce “redditi diversi”, che si sommeranno agli altri redditi. Le ritenute che ti sono state fatte compariranno come acconti sull’imposta.

E tu dovrai versare la differenza.

Se vuoi puoi scaricare il mio modello per la ricevuta.

Eccoci arrivati alla fine di questa panoramica sulla prestazione occasionale. Spero che ora ti sia più chiaro quando può essere usata.

Se pensi che questo articolo possa essere d’aiuto ad altri condividilo con loro.

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