I commercianti sono obbligati a emettere fattura?

Commercianti e ristoratori possono rifiutarsi di emettere una fattura al posto dello scontrino? Scopri cosa dice la legge a riguardo e quali sono i tuoi diritti.

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Quante volte in un negozio o un locale pubblico si sono rifiutati di farti la fattura e, dopo varie discussioni, te ne sei andato con una notevole incavolatura e senza il tuo documento? Nel caso non ne sia ancora certo, ti rassicuro io: avevi ragione tu.

Chiunque abbia una Partita IVA deve emettere fattura per ogni vendita o prestazione. Alcuni settori possono sostituirla in certi casi con la ricevuta o lo scontrino fiscale (o non fiscale). Tuttavia è facoltà di ogni cliente chiedere la fattura. E in questo caso anche loro sono obbligati a emetterla.

Purtroppo molti per pigrizia o chissà quale altro motivo accampano le scuse più disparate contando sul fatto che la maggior parte dei clienti non conosce a fondo la legge o che, in ogni caso, alla fine si stancherà e se ne andrà.

Chiariamo: non si tratta di evasione fiscale. Quelle di cui parlo non sono vendite in nero perché comunque c’è uno scontrino (o una ricevuta) e non metto in dubbio che il fornitore dichiari tutti i ricavi e paghi tutto il dovuto. Ciò nonostante non rispetta la legge.

Cosa dice la legge sull’obbligo di emissione della fattura

L’eccezione all’obbligo dell’emissione della fattura è contenuta nell’articolo 22 del DPR 633/72, che recita

L’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione:

1) per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;

2) per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;

3) per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;

4) per le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;

5) per le prestazioni di custodia e amministrazioni di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;

6) per le operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10;

6-bis) per l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo.

Le parole magiche sono: “se non è richiesta dal cliente”. Se tu sei il clienti e la chiedi, allora il venditore deve fare la fattura.

Non c’è molto altro da dire, se non che devi chiederla prima dell’emissione dello scontrino fiscale. Dopo il fornitore avrebbe ragione. Infatti se facesse sia scontrino che fattura sarebbe come dichiarare due volte lo stesso ricavo… quindi incasserebbe una volta e pagherebbe due volte le tasse. Direi che non è giusto. Nella grande distribuzione invece puoi chiederla dopo (di solito è così) perché emettono scontrino non fiscale e dichiarano il totale imponibile a fine giornata.

Le scuse più comuni per non emettere fattura

Le frasi più comuni che si sentono quanto un fornitore non vuole emettere la fattura sono:

“Non ho modo di fare la fattura”

“Non emettiamo fattura sotto i 20 euro” (o 50, 100)

Recentemente ho aggiunto alla mia lista:

“Per queste cose non si può fare la fattura”

Sono tutte cavolate.

La prima capita soprattutto (nella mia esperienza) al mercato. Ma no, avere una bancarella invece di mura di mattoni non esonera dall’emissione di fatture. Se poi il venditore non si è portato dietro il blocchetto per farle sono problemi suoi. Deve controllare meglio di avere tutto.

La seconda è tipica dei negozi. A volte espongono addirittura cartelli per avvisare i clienti. I più furbi non lo fanno perché sanno di infrangere la legge. Ciò non toglie che tirano fuori questa scusa appena qualcuno nomina la fattura.

Chiariamo un punto: un negozio può decidere di non vendere merce sotto un tot di euro (come fanno i grossisti), ma se vendono devono fare fattura su richiesta del cliente.

Corollario di questa scusa è:

“Per fare la fattura dobbiamo addebitarle 10 euro, per le nostre spese

Anche in questo caso: no.

L’articolo 21, sempre de DPR 633/72, al comma 8 recita

Le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo.”

Quindi il costo dei 2 minuti (a far con comodo) che servono per fare una fattura e il costo del commercialista che la registrerà nei libri contabili sono a carico di chi vende. Fanno parte di quei costi di gestione che un buon imprenditore (e un buon professionista) deve prevedere.

Infine, l’ultima scusa in cui mi sono imbattuta.

“Per queste cose non si può fare la fattura”

È capitato un paio di volte ai miei colleghi, in una sala da bowling e in un cinema. Non è compito di un fornitore decidere se si possa o meno emettere la fattura. Se il cliente la chiede lui deve farla. Se poi sia un costo legittimamente deducibile è una questione tra chi ha chiesto la fattura e l’Agenzia delle Entrate. (Per la cronaca, in quei casi si trattava di attività ricreative di una comunità per minori, quindi direttamente collegate al lavoro della società).

Quindi, se un fornitore sostiene di non poter fare la fattura per un motivo o per un altro tieni duro. Fatti trovare preparato su quello che dice la legge. Non è giusto che sia tu a rimetterci per la comodità di qualcun altro. Ti ricordo infatti che, a meno che tu non sia in regime forfettario, puoi dedurre le spese e recuperare l’IVA solo se hai la fattura.

Hai esperienze simili da raccontare o altre scuse che ti hanno rifilato?

29 thoughts on “I commercianti sono obbligati a emettere fattura?

  1. Altra scusa più furba : “la fattura te la mandiamo per mail” e poi ti mandano lo scontrino o la ricevuta e quando chiedi la fattura ti dicono “mi dispiace per il disguido ma ormai è stata emessa la ricevuta ed è stata registrata quindi non possiamo fare nulla”

    1. Grazie Salvo, questa scusa mancava alla mia raccolta! E dal mese prossimo credo ne sentiremo di nuove, vista l’introduzione della fatturazione elettronica.

  2. Ecco appunto. .Non avete idea di che rottura e perdita di tempo sia la fatturazione elettronica…

    1. Buongiorno Wanda,
      In realtà conosco bene la fatturazione elettronica. La uso da un paio d’anni perché lavoro in una società che ha contratti con la pubblica amministrazione. Quindi so che ci vuole un po’ di tempo per abituarsi alle differenze ma poi diventa naturale come lo era fino ad un mese fa la fatturazione normale.
      A onor del vero devo dire che un questo primo mese a me stanno dando più problemi i ”grandi” come catene di supermercati e benzinai di grossi gruppi. I piccoli invece emettono le loro fatture velocemente e senza problemi

  3. Buonasera Dott Ruffato, gentilmente per sua esperienza sa dirmi se per un impianto elettrico in una villetta, lelettricista mi ha chiesto 28.000 euro di sola manodopera, è un mio diritto avere la fattura e la certificazione di conformità dell’impianto ?
    Nel caso mi dicesse che può rifiutarsi , mi può dare le motivazioni ?
    E infine , sempre nell’eventuali , quali autorità possono sostenere la pretesa dell’elettricista a non fare tali documenti.
    Grazie per una sua cortese risposta
    Distinti saluti max.

    1. Buonasera Max,
      lei ha il diritto di richiedere e ottenere la fattura dal suo elettricista. Nei confronti di clienti privati (non titolari di partita IVA) gli elettricisti generalmente hanno la possibilità di emettere una ricevuta fiscale al posto della fattura. Ma questa è un possibilità. Se il cliente chiede specificatamente la fattura l’elettricista deve emetterla. A maggior ragione, se il cliente è titolare di partita IVA, la fattura è d’obbligo.
      Non mi risulta che il fatto che la prestazione riguardi solo la manodopera esoneri il fornitore dall’emissione di un documenti che certifichi l’operazione (ho fatto un veloce controllo sui casi di esonero e non ho trovato niente di assimilabile). Nel caso il suo elettricista si rifiuti di emettere qualsiasi documento gli chieda in base a quale articolo di legge lo fa. Se sta solo cercando di fare il furbo questo potrebbe fargli cambiare idea. Se invece rientra in qualche categoria particolare e per questo non deve emettere documentazione fiscale (la legislazione italiana è talmente vasta e piena di articoli e commi che conviene chiedere ai diretti interessati) almeno saprà il perché.
      Non conosco invece molto la regolamentazione delle certificazioni di conformità, ma ho chiesto lumi al mio compagno che ha lavorato per anni come responsabile di cantiere. Mi ha spiegato che gli elettricisti devono emettere sempre un certificato di conformità quando effettuano lavori su un impianto elettrico.
      Spero si esserle stata utile e mi tenga aggiornata su come si risolve la situazione.

  4. Buongiorno dottoressa Ruffato, grazie per la sua veloce risposta, noto anche il suo impegno e la curiosità della cosa , ed è per questo che Le voglio raccontare un po meglio la vicenda appena precedentemente accennata , per sua conoscenza ,e perché no per tutti quelli che seguendo la sul suo sito , ne potrebbero trarre informazioni utili.
    Qualche anno fa ,ho fatto costruire una villetta, tutti erano in regola , avendo l’iva agevolata al 4% ,pretendevo da tutti le fatture , alcune come impianto idraulico , gas e elettrico sono indispensabili per avere al termine dei lavori la certificazione di agibilita dell’immobile da parte del comune che ha rilasciato il permesso di costruzione .
    L’elettricista è stato consigliato da altri autonomi che erano convinti di consigliarmi al meglio, perché a loro volta conoscendolo da molti anni , erano sicuri fosse regolare.
    I materiali relativi all’impianto elettrico l’ho acquistato io , con tanto di fatture a mio nome regolarmente pagate , all’inizio dei lavori avevo fatto a questa persona un assegno intestato a lui di euro 3.000 come acconto , immaginavo seguisse a breve la fattura , cosa mai accaduta , al termine dei lavori mi ha chiesto il saldo di euro 25.000 di sola manodopera, giustamente gli ho chiesto la fattura e la relativa certificazione del lavoro svolto , sentendomi rispondere che non avrebbe potuto farmeli avere perché essendo senza partita , sconosciuto al fisco, e senza requisiti professionali, e che se non lo avessi pagato, mi avrebbe portato in tribunale.
    Immagino dottoressa che stia pensando che se lo avesse fatto ,avrebbe fatto autogol , sinceramente anch’io, e lo dico anche per tutti quelli che pagano le tasse essendo iscritti a camera di commercio, pagando contributi previdenziali e tutto il resto , invece dopo 4 anni di udienze addirittura il giudice non avendo chiesto al soggetto un minimo di documentazione relativa alla eventuale sua ditta , un documento di iscrizione alla camera di commercio che tra l’altro avrebbe evidenziato se uno é in grado di effettuare tali lavori che hanno bisogno di titolo professionale ,ricordando che l’elettricista e’ responsabile penalmente per anni del lavoro svolto, ha chiesto l’intervento di un CTU per periziare il lavoro .
    A detta di molti legali compreso il mio ,la causa è persa ,
    Ora, a prescindere che il soggetto sia fuori da ogni regola sia sotto il profilo amministrativo, fiscale, previdenziale, ma soprattutto legale, secondo la sua esperienza il giudicante potrà togliermi il diritto ad avere la fattura e relativa certificazione di conformità ?
    Potrà tutelare questo soggetto?
    Mi dia un consiglio per cortesia, perché pensavo sinceramente che le regole fossero un po diverse .
    La saluto cordialmente dottoressa.Ruffato .
    Max

    1. Buonasera Max,
      grazie per aver condiviso con noi la sua storia che sono certa sarà utile a molti e farà alzare il livello di guardia (compreso il mio). Anche se questo purtroppo non aiuta lei.
      Per quanto concerne le sue domande, non posso darle un parere dal punto di vista giuridico, ma se anche il suo legale non è ottimista temo ci sia poco da fare.
      Anche sotto il profilo amministrativo le notizie non sono buone. Non avendo una partita iva il soggetto non può emettere fattura e considerando quello che mi ha detto non rientra neanche nei casi di prestazione occasionale, che possono emettere una ricevuta anche se non hanno partita iva.
      E non essendo un elettricista professionista in possesso dei necessari requisiti non può rilasciare la certificazione di conformità.
      Mi spiace non darle notizie migliori.

  5. Buonasera Dottoressa , grazie per la sua disponibilità, che dire ….nelle sue parole leggo molta rassegnazione, mi sembra di capire, visto che mi trovo di fronte un soggetto che non ha nessun requisito a fornire normalissime documentazioni , il problema debba ricadere su di me, come se fosse colpa mia , pertanto il suo suggerimento, se non sbaglio è quello di aspettare che la legge, mi dica di pagare una persona in nero , perché se a fronte di un pagamento non viene rilasciata una fattura obbligatoria, non si può definire in altro modo.
    Le devo dire ,tra l’altro , che ero convinto mi consigliasse il ricorso, pazienza aspetterò che il pm scriva nero su bianco, il motivo perché devo pagare in nero , in modo da aprire subito dopo la pratica di appello .

    1. Buonasera Max,
      non so abbastanza di procedimenti legali per fornire consigli in merito. Posso solo condividere la sua contrarietà nel vedere una persona che lavora in nero e senza le necessarie autorizzazioni tutelata dalla legge.
      Potrebbe però segnalare questa persona alla guardia di finanza (cosa che, se fossimo in Paese normale dovrebbe fare il tribunale, visto che è a conoscenza di un’evasione fiscale in piena regola). Non cambierebbe la sua situazione, ma dovrebbe provocare delle grane a quel tizio.

  6. Salve, quello che mi è recentemente capitato è proprio pertinente. Ho acquistato su internet degli articoli da un venditore francese che ha però partita iva italiana. Il sito non permetteva di inserire tutti i dati per emettere fattura (non c’era il campo per la partita iva) e quindi subito dopo concludo l ordine ho scritto una mail richiedendo la fattura e fornendo i dati necessari. Mi hanno risposto che non possono emettere fattura perché loro vendono solo a privati. È possibile?
    La cosa mi è sembrata strana perché prima di tutto anche un privato potrebbe richiedere la fattura e poi è possibile discriminare sul tipo di clientela? So che un esercizio pubblico non può rifiutarsi di vendere a taluni soggetti sulla base di motivazioni personali. Mi sa dare delle conferme oppure il venditore è nel giusto? Sottolineo che si tratta di un venditore abbastanza noto e quindi per questo la cosa mi ha lasciato perplesso

    1. Buongiorno Carlo, sinceramente lascia perplesso anche me il fatto di vendere a privati e non a società/professionisti. Può accadere (ed è lecito) il contrario, ovvero commercianti che vendono solo a titolari di partita iva (con alcune eccezioni regolamentate), perché hanno una licenza specifica che permette di fare solo quello. Ma non mi risulta esista una licenza che permetta di vedere a privati e non a titolari di partita iva. Oltre al fatto che, come giustamente ha fatto notare, anche un privato potrebbe richiedere la fattura.
      Come ho già avuto modo di dire, la legge italiana è talmente piena di codici, codicilli, commi e postille che non escluso al 100% che abbia trovato qualcosa che lo legittimi in questo. Ma così a naso mi sembra un’altra scusa.
      In questi casi la cosa migliore è chiedere al diretto interessato in base a quali articoli di legge rifiuta l’emissione di una fattura. E per il futuro cambiare fornitore.
      E magari fare una segnalazione alla guardia di finanza; perché, anche se non c’è evasione, è comunque un comportamento scorretto.

  7. Buongiorno, oggi mi sono recato presso un Eni per fare carburante. Ho fatto il pieno e poi in cassa ho richiesto la fattura. Mi hanno risposto che emettono fattura solo al “servito” e non al self service in quanto hanno delle spese da sostenere. È legale tutto ciò? Se io chiedo la fattura possono rifiutarsi di emetterla?

    1. Buongiorno Nicola, se il motivo per cui non le hanno fatto fattura è esclusivamente il costo di emissione, per cui le fanno solo a chi usa il servizio più costoso, non possono farlo. L’art. 21 del DPR 633/72 dice chiaramente che i costi di emissione e registrazione delle fatture sono a carico del venditore che non può farle pagare al cliente in alcun modo.
      Più in generale, se lei chiede fattura devono fargliela.
      A gennaio ho visto alcuni distributori in difficoltà per questioni tecniche (per alcuni c’è un app da scaricare per registrarsi, cosa che complica la vita sia ai clienti che ai distributori) e in effetti ho dovuto rinunciare a un paio di fatture, ma erano appunto questioni legate ai nuovi sistemi che stavano usando e, per quanto mi sia scocciato, era umanamente comprensibile.

  8. Buongiorno Dottoressa,
    e grazie per questo articolo davvero interessante ed utile. Vorrei solo approfondire una parte indirettamente legata all’argomento : La fatturazione per le ditte estere.
    Lavorando per un ditta francese sul territorio italiano, mi capita spesso di farmi rifiutare l’emissione di fattura…
    In particolare in due casi : il carburante (anche se devo ammettere che dall’arrivo dalla fatturazione elettronica, mi capita molto meno), e negli alberghi.
    E vorrei darvi qui il mio parere : oltre al fatto che certe persone si rifiutano di fare delle fatture estere per furbizia come spiegato benissimo da Lei, ci sono anche tante persone che si rifiutano per mancanza d’informazioni.
    Si affidano a commercialisti che sconsigliano ai loro clienti di fare fatture estere. Mi sembra il risultato di una legge fiscale troppo pesante, con troppe particolarità, e poca accessibile.
    Continuerò a tenere duro di fronte a quelli che si rifiutano, ma a volte mi sembra molto assurdo che per una cosa così semplice si possano fare delle storie.
    PS : chiedo scusa se il mio italiano non è del tutto giusto, mi impegno quotidianamente a migliorarlo.

  9. Buongiorno Dott.ssa Ruffato,
    a me è capitato di acquistare il 01/06/2019 in un negozio, uno zaino per lavoro per il quale ho richiesto anticipatamente l’emissione della fattura essendo un acquisto relativo all’attività di impresa: alla mia richiesta è stato subito risposto che non vi erano problemi.
    Mi hanno chiesto tutti i dati fiscali ed il codice destinatario per la fattura elettronica per l’invio a stretto giro (hanno comunque emesso uno scontrino). Dopo una ventina di gg. non vedendo la fattura , ho sollecitato l’emissione e scusandosi mi hanno detto di inviarla subito. Dopo altrettanti giorni passando dal negozio , ho richiesto info sulla fattura , ricontrollano tutti i dati forniti e di nuovo scuse e promessa di invio immediato. Ad oggi (23.07.19) nessuna traccia della fattura , credo che l’unica cosa da fare sia provvedere con autofattura da consegnare alla Agenzia delle Entrate se entro il quarto mese dall’effettuazione della operazione non sia pervenuta, che ne pensa?

  10. Tutto molto bello e giusto, ma posso perdere venti minuti perchè il cliente vuole una fattura da otto euro (oltretutto quanto recuperi, pezzente?) e non si ricorda i dati e tu stai lì ad aspettare i suoi comodi? Il tempo del resto è denaro.

    1. Buongiorno Stefano, capisco che può essere irritante e sì, il cliente sapendo di aver bisogno la fattura potrebbe arrivare preparato, ma anche un buon servizio è denaro perché fidelizza il cliente.
      E a lei potrà sembrare inutile e da “pezzente” richiedere una fattura per soli 8 euro, ma mettendo insieme tutte le fatture da 8 euro (e cifre simili) dell’anno si arriva a una cifra che soprattutto per i professionisti o le piccole aziende può fare la differenza. Dubito che i clienti le chiedano fatture per piccole cifre solo per romperle le scatole, la maggior parte fa quello che conviene alla propria attività.

  11. salve dott. Ruffato,
    oggi ho avuto l’ennesimo scontro con un distributore di carburanti, dopo il rifornimento prima di pagare ho chiesto la fattura e mi è stato risposto di scaricare un App, ma siccome eseguo 2/3 a volte anche 5 rifornimenti al giorno su diverse strutture non posso scaricarmi tutte le app, il mio mezzo va a metano; l’operatore mi ha detto che loro non emettono fattura e mi ha dato un numero fisso al quale chiamare, mi ha risposto una persona la quale mi insisteva che loro non emettono fattura diretta, ma si servono solo dell’app. io gli ho lasciato i dati ma l’operatore li ha gettati nel cestino. Come ci si comporta in questi casi??

    1. Buongiorno Sig. Mariani,
      purtroppo il suo non è il primo racconto di questo tipo di problemi che sento. Le società che distribuiscono carburante hanno fatto queste app pensando di semplificare le cose, ma evidentemente non hanno idea di come funzioni la realtà. E molti distributori si attaccano a questa cosa. Purtroppo dal punto di vista legale non so cosa possa fare. I distributori non si sono rifiutati di emettere fattura, le hanno solo indicato la procedura per ottenerla.
      A mio modesto parere l’app dovrebbe essere solo un’opzione e non l’unico sistema (una persona potrebbe anche non avere lo smartphone, non è obbligatorio per legge), ma i fornitori potrebbero sostenere che non è colpa loro se lei la trova scomoda.
      Forse con le carte prepagate può risolvere il problema. Si tratta di tessere emesse direttamente dalle compagnie petrolifere che fatturano la ricarica, non il singolo rifornimento. Generalmente si può fare via computer, quindi eviterebbe di intasare il suo telefono con le app. Visto che sono legate alla società del distributore dovrebbe farne diverse, ma, da quel che ho capito della sua situazione, sarebbe comunque un passo avanti.
      Mi faccia sapere se e come riesce a risolvere la questione. Sono certa che non è l’unica persona con questo problema e la sua esperienza potrebbe essere utile ad altri.

  12. Buongiorno dott.ssa Ruffato, proprio ieri sera ho avuto il piacere, si fa per dire, di discutere con un commerciante che si è rifiutato di rilasciare fattura a fronte di regali aziendali. Le scuse banali sono identiche a quelle contenute nel suo articolo, condite da una falsa rassegnazione e da una autentica presa in giro. Ho lasciato comunque i riferimenti della mia società per consentire l’emissione della fattura elettronica nei giorni successivi, ma temo che avendo emesso scontrino fiscale, come già da lei evidenziato, il negoziante si guarderà bene dal farla. La mia riflessione è questa : le famose parole magiche (richiesta di emissione prima del rilascio dello scontrino fiscale) erano indispensabili prima dell’avvento della fattura elettronica, in quanto la prestazione doveva essere necessariamente contestuale. Ora, essendo per sua natura differita, nulla impedirebbe ad un ravvedimento postumo, qualora il commerciante volesse adeguarsi. La mia domanda è: come si fa a dimostrare se il commerciante ha erroneamente emesso uno scontrino fiscale oppure lo ha fatto deliberatamente , posto che il pagamento della merce è stata effettuata con una carta di credito aziendale ? In caso di persistente rifiuto ad emettere la fattura, ho sentito parlare di una procedura ( di autoemissione?) che aprirebbe in automatico una sorta di evidenza per l’Agenzia delle Entrate , che a sua volta dovrebbe contestare al commerciante furbetto la mancata emissione del documento. Esiste davvero? Ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi, spero che la mia esperienza possa essere utile per approfondire la conoscenza di questa pratica scorretta. Auguri di Buone Feste. Massimo

    1. Buongiorno Massimo,
      mi spiace per la sua disavventura.
      Richiedere la fattura prima dell’emissione dello scontrino è un’indicazione sempre valida non tanto per le tempistiche di emissione della fattura (anche prima esisteva la fattura differita) ma perché sono due documenti che attestano la medesima transazione a fini fiscali. Se fossero emessi entrambi il venditore dovrebbe pagare il doppio. So che esiste la possibilità di annullare uno scontrino e quindi di porre rimedio ad un errore, ma non so come sia la procedura nè quali siano le tempistiche. Mi spiace.
      Per quanto riguarda l’autofattura, non mi è mai capitato di emetterne ma so che si utilizza quando il venditore emette una fattura cartacea (la cosiddetta “fattura di cortesia”) a cui poi non fa seguire quella elettronica. Onestamente non so se si possa utilizzare anche in caso di scontrino. Grazie per avermi messo la pulce nell’orecchio… farò delle ricerche.
      Tenga però conto che con l’autofattura l’azienda finisce per pagare due volte l’IVA (una al venditore e l’altra direttamente all’erario) e recuperarla una volta sola.
      Le farò sapere per al questione dello scontrino e l’autofattura, anche a fronte della nuova normativa sugli scontrino elettronici.

  13. Buonasera Dott.ssa,
    sono un commerciante che l’hanno scorso ha emesso 4000 (quattromila) fatture proprio perché non avendo posto un limite mi è capitato di fare fatture anche da €1,50.
    Leggendo nell’articolo ho trovato questa affermazione: “Chiariamo un punto, un negozio può decidere di non vendere merce sotto un tot di euro”.
    A questo punto mi sorgono un paio di quesiti:
    1. Posso RIFIUTARMI DI VENDERE merce con fattura al di sotto di una cifra “x”?
    2. Considerando la poca simpatia di certi clienti posso rifiutarmi di vendergli la merce?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi.
    Filippo

    1. Buongiorno Filippo,
      io direi che lei l’anno scorso ha emesso 4000 fatture perché ha rispettato la legge.
      Per quanto riguarda la decisione di non vendere sotto una certa cifra, intendevo che un commerciante può decidere di esercitare l’attività di grossista (che ha delle regole specifiche e richiede apposita licenza) e quindi vendere solo sopra certe quantità e importi (a soggetti dotati di partita iva). Ma se uno decide di fare il commerciante al dettaglio deve sottostare alle regole di quella attività, che prevedono di emettere fattura su richiesta del cliente indipendentemente dall’importo.
      E in linea generale non ci si può rifiutare di vendere qualcosa a una persona disposta a pagare il prezzo della merce.

  14. “ Fanno parte di quei costi di gestione che un buon imprenditore (e un buon professionista) deve prevedere.”
    Ed è appunto prevedendo questi costi che un barista si rifiuta di fatturare un pasto da 10€.
    Secondo il suo ragionamento invece il pasto sarebbe meglio proporlo a 12€ in modo da includere anche i costi interni.
    E tutto per cosa poi? Una ricevuta va totalmente a costo e calcolando la pressione fiscale al 50% possiamo dire che otteniamo un vantaggio fiscale di 5€
    Nel caso della fattura invece avremmo un imponibile di 9,09€ + 0,91€ di iva (10%)
    Quindi il vantaggio fiscale sarebbe di 5,46€
    Davvero trova giusto “battersi” contro un commerciante per quei 46 centesimi?
    E poi, non ha nemmeno tenuto conto che registrare una fattura ha un costo ANCHE col proprio commercialista!

    1. Buongiorno Alessandro,
      non sta a me giudicare sopra quale importo, per quali beni o in quali settori sia giusto impuntarsi e pretendere la fattura e quando convenga lasciar perdere. Ogni persona fa le proprie valutazioni e il limite è ciò che la legge consente.
      E stando alla legge attuale la fattura va emesse se richiesta.
      Magari la persona che richiede una fattura per un piccolo importo ha delle motivazioni che a lei non sono venute in mente ma che per quella persona sono importanti.

  15. Il motivo per cui, come azienda, non vado dai piccoli commercianti, è che non mi vogliono emettere la fattura. Anche per 2 matite vado al supermercato. Pago con bancomat e poi al Punto assistenza chiedo la fattura. Anche io che compro pago il commercialista per le fatture di acquisto che registra. Non solo chi vende deve pagarlo. Concordo sul fatto che ogni imprenditore, piccolo o grande che sia, debba vendere caricando sulle vendite anche i propri costi di gestione.

  16. Posso richiedere una fattura dopo 30 gg dall’ordine e relativa consegna? Il venditore può legittimamente pretendere un costo per le operazioni di storno che dovrebbe fare?

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