Borsa da lavoro: breve storia del mio ufficio portatile

Borsa da lavoro: breve storia del mio ufficio portatile

Oggi voglio raccontarti come è entrata nella mia vita la borsa da lavoro perfetta e perché il suo soprannome è “ufficio portatile”.

Attualmente faccio due lavori. Sono una copywriter e blogger freelance e l’amministrativa di una piccola cooperativa sociale. Fino a febbraio 2020 era tutto ben distinto. Svolgevo il primo da casa, con il mio piccolo angolo studio, il portatile privato e tutto quello che mi serviva a portata di mano. Per il secondo invece andavo in ufficio, dove avevo il computer e tutti i documenti della società.

Poi, con lo smartworking l’ufficio ha invaso l’angolo studio. Ma non a tempo pieno. Io infatti alterno lavoro da casa e ufficio, in parte in base all’andamento della pandemia e ancor più in base a quello che posso o non posso fare da casa.

Così, il pc aziendale e tutta una serie di documenti hanno iniziato a fare avanti e indietro con me.

È capitato all’improvviso e non ero preparata. Così ho iniziato ad usare la mia solita borsa del computer. È bellissima e ci sono molto affezionata (ce l’ho da oltre 10 anni), ma è piccola. O meglio, è giusta per il lavoro da copywriter. Se devo andare da qualche parte porto con me solo il portatile, il portafogli, l’agenza, un blocco per gli appunti e un portapenne. E fin qui la mia piccola borsa va benissimo.

Ma quando si è dovuta confrontare con la contabilità aziendale ha iniziato ad avere problemi. Oltre al portatile, all’agenda e al portapenne ora avevo un quaderno ben più spesso del blocco e un portalistino con buste trasparenti con tutto quello che mi serve per fare il mio lavoro (o almeno buona parte). E ti assicuro che è parecchia roba. Purtroppo uso ancora molta carta.

Ogni volta che preparavo la borsa dovevo tirare con tutte le mie forze per chiudere la cerniera. Un po’ come quando cerchi di richiudere la valigia alla fine di una vacanza. E spesso dovevo decidere cosa portare e cosa lasciare, cercando di prevedere cosa mi sarebbe servito. Oppure usare due borse.

Sono andata avanti così per mesi e detestavo entrambe le soluzioni. La seconda per me è semplicemente scomoda. Al massimo posso avere la borsa del pranzo a parte. Il resto invece voglio che stia in un unico contenitore. La prima è incompatibile con il mio lavoro. Mi occupo sia della contabilità che della gestione economica dei progetti che realizziamo e qualunque sia il mio piano per la giornata finisce sempre che qualcuno mi chiama per chiedermi informazioni su altro. E senza i miei documenti sono persa.

Non potevo continuare in questo modo. Ogni giorno vedevo quella povera borsa che cercava di contenere il più possibile tirando al massimo le cuciture. Mi sembrava di sentirla gemere per lo sforzo. Inoltre, lo smartworking è ormai entrato a far parte della mia vita e continuerò a farlo anche dopo la fine della pandemia. Quindi non si tratta di tener duro solo ancora per un po’.

La svolta

Per fortuna, Babbo Natale è venuto in mio soccorso. Beh, quanto meno il mio babbo natale personale. Anche lui ha la barba bianca, anche se molto più corta, ma è decisamente più in forma. Dopo aver passato mesi a vedermi combattere contro le leggi della fisica e a sentirmi dire “questo sì, questo no” neanche avessi in mano una margherita, ha deciso di regalarmi una nuova borsa da lavoro.

E ha fatto le cose in grande. In un primo momento mi è sembrato pure troppo. La borsa in sé era bella, ma pensavo che un po’ più piccola sarebbe stata meglio. Ma mi sbagliavo. Quando ho iniziato a usarla ho scoperto che può contenere il portatile, con cavi e mouse, il portapenne, il quaderno (o anche due), il portalistini strapieno, l’agenda, il portafogli, il portalenti, gli occhiali di scorta, gli occhiali da sole, la crema per le mani, la bottiglietta d’acqua e spesso riesco a farce entrare anche il pranzo. E tutto ben organizzato in tasche diverse.

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Non devo più indovinare cosa mi servirà. Ovunque io sia ho tutto. Così ho iniziato a chiamare questa borsa da lavoro il mio “ufficio portatile”. E ha reso la mia vita decisamente più facile.

Se anche tu come me vivi tra casa e ufficio o tra due studi diversi e devi portarti dietro sempre molta roba ti consiglio decisamente un modello come il mio. E prendine una che ti sembra un po’ troppo grande. Perché è molto probabile che sia quella giusta.

Se vuoi vedere il mio eccezionale “ufficio portatile” e valutarne le caratteristiche, lo trovi qui:

2 commenti

    1. Susanna Ruffato

      Ciao Alessandra,
      mi fa piacere che abbia trovato utile l’articolo. Purtroppo per borse con questa capienza la scelta dei colori è molto limitata. Ho visto in giro qualcosa in pelle (sia vera che sintetica), ma parliamo di varie gradazioni di marrone, o in tessuto blu scuro. Non proprio il massimo della vivacità.
      Negli ultimi anni i produttori si sono concentrati su borse sempre più piccole e sottili (e lì colori e fantasie abbondano) così chi ha bisogno di portarsi in giro di tutto ha una scelta limitata.
      Ho trovato questo zaino carino e abbastanza grande, ma deve piacerti il genere (io mi trovo meglio con le borse):
      https://amzn.to/3aqYWAj

      L’unica altra alternativa che mi viene in mente è prendere una borsa nera o grigia e poi darle un tocco di colore con qualche accessorio, come un foulard o un portachiavi.

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