La contabilità semplificata del professionista

In un articolo precedente abbiamo parlato del regime forfettario per chi ha una Partita IVA e fattura meno di 30.000 all’anno. Oggi vediamo cosa succede se superi questo limite. O se decidi che il regime dei minimi non fa per te. In questi casi, opterai molto probabilmente per la contabilità semplificata. Teoricamente potresti anche scegliere il regime ordinario, ma è difficile che un libero professionista che lavora da casa (o ha un piccolo studio) lo faccia.

In ogni caso, che differenza c’è? La prima è un pochino più semplice. Con un po’ di impegno potresti anche gestirla in buona parte da solo, riducendo così il costo del commercialista. Rinunciarci completamente invece non sarebbe una buona idea. Personalmente credo sia impensabile fare tutto. A meno che tu non sia un commercialista ovviamente. Per la seconda, se non sei un esperto di contabilità, ti servirà un bel supporto professionale. Ma per ora possiamo tranquillamente dimenticarci che esista.

Dai, vediamo cosa devi fare se sei in contabilità semplificata. Spero così di aiutarti a decidere il regime più adatto a te e a capire fino a che punto puoi autogestirti.

Libero professionista in contabilità semplificata

Al contrario delle società, il professionista può sfruttare i vantaggi della contabilità semplificata finché vuole, senza limiti sui ricavi. O almeno fino a che non cambierà la legge.
Come accennato prima, questo sistema ha nel nome la parola “semplificata” perché è più snello di quello ordinario. Principalmente, richiede pochi registri contabili. Servono infatti solo i seguenti:

  • Registro fatture emesse su cui annotare in ordine progressivo tutte le tue fatture, con tanto di numero, data, identificativo del cliente, importi del corrispettivo e dell’IVA separati.
  • Registri acquisti su cui annotare tutte le fatture dei servizi e dei beni che hai acquistato in ordine cronologico, con il numero di protocollo interno dato da te, l’indicazione del fornitore e l’importo, con IVA a parte.
    Se qualche fattura, sia emessa che ricevuta, è esente IVA devi anche segnare in base a quale legge. Non spaventarti: gli articoli relativi alle esenzioni saranno sempre gli stessi (e se hai qualche dubbio, il tuo commercialista può darti i riferimenti giusti). Invece, se ricevi una fattura di questo tipo trovi anche questa informazione.
  • Registro degli incassi e dei pagamenti, dove, ovviamente, devi annotare tutti gli incassi e i pagamenti in ordine cronologico con chiari riferimenti ai documenti a cui si riferiscono e al soggetto che ha effettuato o ricevuto il pagamento. Inoltre devi segnare tutte le spese relative alla tua professione e il valore dei beni strumentali.
  • Libero dei beni ammortizzabili, che però può essere evitato se fornisci le stesse informazioni in altro modo (ovviamente è la soluzione che ti consiglio).
    Se hai dei dipendenti devi tenere il Libro Unico del Lavoro.

Tutti i registri devono avere le pagine numerate.

Contabilità semplificata
Questa immagine è royalty-free. Non sono richiesti fee o attribuzioni

Come vedi sono pochi i registri e ti assicuro che con un po’ di impegno sono anche semplici da compilare. Quindi potresti anche farlo da solo (a parte il Libro Unico del Lavoro e il registro dei beni ammortizzabili). A meno che tu abbia un odio viscerale per i numeri o non riesca a ritagliarti qualche ora al mese per fare tutte le registrazioni. Ovviamente, per le dichiarazioni ti consiglio invece di affidarti a un professionista. Ma già così potrai ridurre i costi. Non è una brutta cosa, vero?

Tasse e imposte dei liberi professionisti

Prima di tutto devi versare l’IVA. Alle scadenze previste devi fare la differenza tra l’IVA a credito (quella delle fatture di acquisto) e l’IVA a debito (quella delle fatture emesse) e pagare l’eventuale differenza, o tenerti il tuo credito per il futuro. Per questo pagamento devi usare il modello F24 e puoi farlo comodamente con l’home banking.

Per l’IRPEF invece si utilizzano gli scaglioni di reddito in vigore. Non c’è un’aliquota unica a semplificare la vita. In rete puoi trovare molti tool e file Excel per calcolarla. Possono aiutarti durante l’anno ad avere un’idea almeno approssimativa di quanto dovrai pagare. In ogni caso per la dichiarazione dei redditi ci sarà il commercialista a farti i calcoli e a preparare la tua dichiarazione e i modelli di pagamento.

Per l’INPS devi versare sempre il 25,72%.
Una buona notizia: la base imponibile su cui calcolare le imposte non è uguale alla somma di tutte le tue fatture. Questo regime infatti consente di dedurre i costi. In questo caso si tratta dei costi reali, non di un forfait.

Perché scegliere la contabilità semplificata?

Queste sono le principali caratteristiche della contabilità semplificata. È il regime a cui aderisce buona parte dei liberi professionisti. Complicarsi di più la vita con la contabilità ordinaria di solito non conviene e i limiti del regime forfettario lo rendono adatto solo per gli inizi. Se hai intenzione di crescere infatti è qui che finirai.
Se vuoi puoi anche aprire una nuova Partita IVA e decidere direttamente di utilizzare questo sistema, ma dovrai restarci almeno tre anni prima di poter passare al forfettario 2017. In alcuni casi tuttavia può convenire.

Il motivo più probabile che spinge qualcuno a rinunciare al regime agevolato pur avendone i requisiti è la non deducibilità dei costi reali. Se non ne hai, o se sono molto limitati va bene, ma se un anno sostieni costi ingenti poterli dedurre è un gran vantaggio.

Cosa te ne pare dell’idea di tenere da solo i registri? Credi sarebbe troppo complicato? O è un buon modo per ridurre le spese e avere sempre sotto controllo la tua situazione?

Rispondi