I commercianti sono obbligati a emettere fattura?

Commercianti e ristoratori possono rifiutarsi di emettere una fattura al posto dello scontrino? Scopri cosa dice la legge a riguardo e quali sono i tuoi diritti.

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Quante volte in un negozio o un locale pubblico si sono rifiutati di farti la fattura e, dopo varie discussioni, te ne sei andato con una notevole incavolatura e senza il tuo documento? Nel caso non ne sia ancora certo, ti rassicuro io: avevi ragione tu.

Chiunque abbia una Partita IVA deve emettere fattura per ogni vendita o prestazione. Alcuni settori possono sostituirla in certi casi con la ricevuta o lo scontrino fiscale (o non fiscale). Tuttavia è facoltà di ogni cliente chiedere la fattura. E in questo caso anche loro sono obbligati a emetterla.

Purtroppo molti per pigrizia o chissà quale altro motivo accampano le scuse più disparate contando sul fatto che la maggior parte dei clienti non conosce a fondo la legge o che, in ogni caso, alla fine si stancherà e se ne andrà.

Chiariamo: non si tratta di evasione fiscale. Quelle di cui parlo non sono vendite in nero perché comunque c’è uno scontrino (o una ricevuta) e non metto in dubbio che il fornitore dichiari tutti i ricavi e paghi tutto il dovuto. Ciò nonostante non rispetta la legge.

Cosa dice la legge sull’obbligo di emissione della fattura

L’eccezione all’obbligo dell’emissione della fattura è contenuta nell’articolo 22 del DPR 633/72, che recita

L’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione:

1) per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;

2) per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;

3) per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;

4) per le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;

5) per le prestazioni di custodia e amministrazioni di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;

6) per le operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10;

6-bis) per l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo.

Le parole magiche sono: “se non è richiesta dal cliente”. Se tu sei il clienti e la chiedi, allora il venditore deve fare la fattura.

Non c’è molto altro da dire, se non che devi chiederla prima dell’emissione dello scontrino fiscale. Dopo il fornitore avrebbe ragione. Infatti se facesse sia scontrino che fattura sarebbe come dichiarare due volte lo stesso ricavo… quindi incasserebbe una volta e pagherebbe due volte le tasse. Direi che non è giusto. Nella grande distribuzione invece puoi chiederla dopo (di solito è così) perché emettono scontrino non fiscale e dichiarano il totale imponibile a fine giornata.

Le scuse più comuni per non emettere fattura

Le frasi più comuni che si sentono quanto un fornitore non vuole emettere la fattura sono:

“Non ho modo di fare la fattura”

“Non emettiamo fattura sotto i 20 euro” (o 50, 100)

Recentemente ho aggiunto alla mia lista:

“Per queste cose non si può fare la fattura”

Sono tutte cavolate.

La prima capita soprattutto (nella mia esperienza) al mercato. Ma no, avere una bancarella invece di mura di mattoni non esonera dall’emissione di fatture. Se poi il venditore non si è portato dietro il blocchetto per farle sono problemi suoi. Deve controllare meglio di avere tutto.

La seconda è tipica dei negozi. A volte espongono addirittura cartelli per avvisare i clienti. I più furbi non lo fanno perché sanno di infrangere la legge. Ciò non toglie che tirano fuori questa scusa appena qualcuno nomina la fattura.

Chiariamo un punto: un negozio può decidere di non vendere merce sotto un tot di euro (come fanno i grossisti), ma se vendono devono fare fattura su richiesta del cliente.

Corollario di questa scusa è:

“Per fare la fattura dobbiamo addebitarle 10 euro, per le nostre spese

Anche in questo caso: no.

L’articolo 21, sempre de DPR 633/72, al comma 8 recita

Le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti e formalità non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo.”

Quindi il costo dei 2 minuti (a far con comodo) che servono per fare una fattura e il costo del commercialista che la registrerà nei libri contabili sono a carico di chi vende. Fanno parte di quei costi di gestione che un buon imprenditore (e un buon professionista) deve prevedere.

Infine, l’ultima scusa in cui mi sono imbattuta.

“Per queste cose non si può fare la fattura”

È capitato un paio di volte ai miei colleghi, in una sala da bowling e in un cinema. Non è compito di un fornitore decidere se si possa o meno emettere la fattura. Se il cliente la chiede lui deve farla. Se poi sia un costo legittimamente deducibile è una questione tra chi ha chiesto la fattura e l’Agenzia delle Entrate. (Per la cronaca, in quei casi si trattava di attività ricreative di una comunità per minori, quindi direttamente collegate al lavoro della società).

Quindi, se un fornitore sostiene di non poter fare la fattura per un motivo o per un altro tieni duro. Fatti trovare preparato su quello che dice la legge. Non è giusto che sia tu a rimetterci per la comodità di qualcun altro. Ti ricordo infatti che, a meno che tu non sia in regime forfettario, puoi dedurre le spese e recuperare l’IVA solo se hai la fattura.

Hai esperienze simili da raccontare o altre scuse che ti hanno rifilato?

Laureata in lingue straniere ma con un buon rapporto con i numeri. scrivo testi per le PMI e curo un blog dedicato alla mia professione. Cercando una “strada alternativa” e temi poco sfruttati, ho riunito qui le mie esperienze e tematiche che mi stanno a cuore. Per questo oltre che di creazione di contenuti parlo di accessibilità e della gestione della Partita Iva.

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