Come gestire l’articolo lungo?

Scrivo testi per il web da qualche mese ma sempre su commissione. Questo significa che i clienti mi forniscono indicazioni sull’argomento e la lunghezza degli articoli, spesso in maniera generica, lasciandomi ampio spazio di manovra, ma ho comunque dei paletti.

Ora ho finalmente dato vita al mio blog. Un posto in cui ogni scelta è in mano mia. Fantastico. Emozionante. Date le mie scarse capacità di sintesi però mi sono immediatamente trovata a ragionare sulla questione “articolo lungo o articoli multipli?” Questo è il dilemma.

Come gestire l'articolo lungo?
Articolo fiume o serie di articoli?

I tutorial sono inevitabilmente lunghi. Tutti i passaggi devono essere ben dettagliati e non si può certo descrivere solo metà del procedimento. E per tutti gli altri?

Premetto che non credo esista una lunghezza ottimale per tutto e tutti. Insomma, sono una fan del “dipende”. Tuttavia credo che una risposta del genere meriti di essere approfondita, anche mentre stai parlando da solo davanti a un monitor. Soprattutto se stai decidendo cosa fare con il tuo articolo. Ci ho pensato su un bel po’ qualche giorno fa.

Avevo stabilito il mio argomento (i regimi fiscali per i liberi professionisti), il titolo provvisorio e preparato lo schema con i vari punti che avrei toccato e la loro organizzazione. Nonostante sappia dai tempi delle scuole medie che i miei testi finiscono per seguire una strada tutta loro, ogni tanto ci provo ancora. Avevo anche recuperato i dati che mi servivano e mi ero segnata le informazioni chiave. Finita la prima parte dell’articolo (il regime forfettario 2016) mi sono resa conto che era già abbastanza corposo e che portare a termine il mio progetto iniziale avrebbe comportato un testo decisamente lungo. Avrei superato probabilmente le 2.500 parole. Così ho provato a rileggerla per vedere se si potesse accorciare. In effetti ho fatto qualche taglio e riscritto alcuni paragrafi, ma la situazione non era cambiata molto.
A questo punto ho pensato a tre possibili soluzioni:

  • fare altri tagli;
  • scrivere un articolo lungo;
  • suddividere l’argomento in più articoli.

Le mie valutazioni

C’erano delle parti che, se proprio costretta, avrei potuto tagliare. L’integrità delle informazioni sarebbe rimasta intatta, dato che avrei eliminato esempi e valutazioni. Tuttavia ne avrebbe risentito la chiarezza. Inserire un esempio pratico secondo me aiuta molto a fissare le informazioni e non volevo rinunciarvi. Quindi, ipotesi scartata.

L’articolo lungo. Sì, avrei potuto farlo. Con una buona suddivisione in paragrafi e sottoparagrafi sarebbe anche stato piuttosto chiaro. Questa soluzione però non mi convinceva. Ero molto restia a inaugurare il blog con un articolo lunghissimo. Non sono sicura neanche di volerne scrivere in futuro.

Così ho pensato alla suddivisione. Il mio argomento, ovvero i regimi fiscali per i liberi professionisti, è in realtà un macro-argomento e dedicare un singolo articolo alle diverse opzioni permette di creare testi completi, che chiudono una questione. Anche se si collegano gli uni agli altri, possono tranquillamente essere letti singolarmente.

Le mie conclusioni sugli articoli lunghi

Questa credo sia la strada più adatta a me. Quando un argomento corposo può essere suddiviso in elementi più semplici che danno vita ad articoli in grado di reggersi in piedi da soli preferisco la serialità. Ovviamente senza lasciar passare settimane tra un articolo e l’altro. Bisogna rimettere mano subito al calendario editoriale, rivedere le pubblicazioni immediatamente successive alla prima ed esaurire l’argomento in tempi ragionevoli.

E se non dovesse essere possibile suddividere l’argomento in una serie di articoli? Bella domanda.

Non so se mi arrenderei all’articolo fiume. Sarebbe comunque preferibile a tagli insensati o testi troncati a caso. È l’articolo di un blog, non il finale di stagione di una serie TV! Tuttavia penso che cercherò sempre di individuare una serie sensata. Il giorno in cui non potrò farlo probabilmente troverò la mia risposta e aggiornerò questo articolo.

Tu invece come reagisci davanti alla possibilità di un articolo lungo? Cerchi rifugio nella serie come me o ti lanci all’attacco? In questo caso, come ti organizzi per renderlo chiaro dal punto di vista visivo ed evitare di spaventare i tuoi lettori?

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