Regime Forfettario 2020: cosa cambia e cosa resta a disposizione dei freelance?

Oggi ho il piacere di ospitare gli specialisti di Regime Forfettario, commercialisti che hanno deciso di concentrarsi su questo regime fiscale per offrire a piccoli imprenditori, artigiani e professionisti un servizio altamente specializzato.

Siamo liberi di essere liberi professionisti? Si, anche risparmiando sulle tasse. Nel 2020 il Regime Fiscale agevolato per i liberi professionisti è stato confermato e può essere scelto sempre da più persone che vogliono risparmiare sulle tasse.

Regime Forfettario: piccola guida su chi può aderire

Introdotto nel 2014 e reso più performante nel 2016, il Regime Forfettario è ormai riconosciuto come l’unico regime fiscale ideale per tutti i liberi professionisti, freelance e artigiani e commercianti che intraprendono un’attività professionale indipendente.

E i dati parlano chiaro, sono tantissimi i regimi fiscali forfettari attivati negli ultimi anni tanto che lo Stato ha dovuto introdurre novità, pensare maggiormente a cosa era possibile migliorare e cosa eliminare per rendere il regime sempre più adatto alle esigenze dei piccoli imprenditori.

Parliamo di piccoli imprenditori perché il Regime Forfettario è stato introdotto per aiutare i piccoli imprenditori, coloro che non avevano un reddito superiore ai 30k annui, a sostenere il peso fiscale. Ma era necessario pensare a questo regime solo per loro? No, vediamo perché.

La prima rivoluzione del 2020

Già dallo scorso anno in realtà, lo Stato si è reso conto che il peso fiscale spesso abbatte i sogni imprenditoriali di tante realtà, anche di quelle che superano i 30.000 annui. Per questo motivo la manovra finanziaria ha confermato la flat tax al 15% (5% per i primi cinque anni) per ricavi e compensi fino a 65.000 euro se si rispettano i requisiti necessari.

Chi può aderire al Regime Forfettario?

Il Regime Forfettario è rivolto a tutte le persone fisiche che esercitano attività d’impresa che non fanno parte di società di persone, capitali, associazioni e cooperative. Questa restrizione è stata confermata anche nel 2020 ma sono stati introdotti nuovi limiti:

  • 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o da pensione;
  • 20.000 euro di spesa per il personale dipendente e per i collaboratori.

I limiti sono decisamente aumentati e quindi possiamo effettivamente considerare questo Regime Fiscale accessibile a tutti i liberi professionisti e le ditte individuali. Ma quali sono i vantaggi? Perché sceglierlo?

Perché scegliere il Regime Forfettario?

Come detto prima, il Regime Forfettario nasce per appoggiare l’attività professionale di coloro che non superano determinate soglie di reddito, quindi per le piccole partita IVA. Grazie a questo regime fiscale è possibile pagare la Flat-Tax del 15% con una agevolazione extra per le start-up (i primi cinque anni di attività se sussistono le condizioni di accesso all’agevolazione) con il pagamento del 5%.

Un’altra agevolazione importante è quella della semplificazione totale del Regime Fiscale:

  • no spesometro
  • no fatturazione elettronica
  • no ritenuta d’acconto
  • no esterometro
  • no dichiarazione IVA trimestrale
  • no conservazione dei regimi contabili

E tante altre agevolazioni fiscali che rendono la gestione fiscale sempre più semplice.

Per concludere

Come hai potuto leggere è effettivamente conveniente questo regime fiscale che permette alle aziende di semplificare la gestione e di abbassare i costi per le imposte. Una scelta conveniente che ti permetterà di sperimentare la tua attività senza il rischio di anticipi e di gestioni complesse. Non ti resta che iscriverti alla cassa previdenziale di riferimento e di iniziare a fatturare!

La fatturazione dei professionisti: i software gratuiti (o quasi)

Con questi software gratuiti sarà semplicissimo gestire la tua partita IVA ed emettere le fatture.

Se sei un libero professionista che gestisce pochi documenti al mese, puoi creare le tue fatture con i fogli di calcolo. E magari impostare altri file per registrare entrate, uscite, eccetera.

Oppure, puoi utilizzare un software per la fatturazione dei professionisti. Ne esistono diversi, più o meno complicati e più o meno completi. Ma soprattutto, in rete ne esistono di gratuiti o molto economici (50-60 euro all’anno).

Sono programmi essenziali che hanno il pregio di semplificarti la vita. Grazie alla creazione di anagrafiche clienti o di elenchi di prodotti/servizi puoi rendere automatiche alcune operazioni. Oltre a eliminare il rischio di commettere certi errori.

Molti di loro permettono anche di esportare i documenti in formato xml, quello richiesto per le fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione e, con un supplemento, gestiscono anche il resto di questo iter particolare.

Dal prossimo anno (2019) inoltre l’adozione di un programma di fatturazione potrebbe non essere più opzionale. Salvo modifiche dell’ultimo momento (ovvero a dicembre 2018, con la prossima legge di bilancio) infatti, da gennaio si dovranno emettere solo fatture elettroniche, verso la PA, gli atri possessori di partita IVA e anche i privati. Meglio quindi iniziare a prendere confidenza con questi strumenti.

Ho provato diversi programmi per la fatturazione gratuiti. Alcuni sono specifici per i liberi professionisti, altri sono adatti anche a piccole imprese. tutti hanno in comune la semplicità. Non bisogna essere esperti di contabilità per usarli e non sono validi a fini fiscali, quindi non c’è il rischio di fare errori gravi.

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Calcolo dell’utile dei liberi professionisti in regime forfettario

Un metodo semplice per il calcolo dell’utile per i liberi professionisti in regime forfettario.

Dopo aver visto come fare una fattura, gestire le informazioni relative ai clienti e tener traccia delle spese sostenute per il tuo lavoro autonomo, oggi ti aiuterò a mettere insieme tutte questi dati, calcolare le imposte e scoprire così il tuo utile effettivo.

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Fattura elettronica tra privati: obbligo dal 2019 anche per i liberi professionisti (ma non tutti)

Scopri se tra pochi mesi anche tu dovrai emettere e ricevere fatture elettroniche tra privati e come fare per adeguarti.

L’avrai già sentito dire in giro: dal 1 gennaio 2019 scatterà l’obbligo della fattura elettronica tra privati.

Al momento questo obbligo riguarda solo chi lavora con la Pubblica Amministrazione, ma con il nuovo anno la fatturazione elettronica verrà estesa a tutti.

Ci sono però delle eccezioni.

Chi non deve emettere la fattura elettronica?

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Regime forfettario e regime dei minimi: le differenze

Oggi ho il piacere di ospitare gli esperti di Fiscozen, che ci spiegano le differenze tra il vecchio regime dei minimi e l’attuale forfettario, per aiutare chi sta valutando il passaggio dal primo al secondo a fare una scelta consapevole.

Dal 2016 il regime dei minimi è stato sostituito dal regime forfettario: quali sono le differenze e quali i punti in comune? Analizziamo nello specifico tutte le novità del regime forfettario.

Il regime forfettario: la novità del 2015

Il regime forfettario è stato introdotto per la prima volta nel 2015. Avrebbe dovuto sostituire totalmente il regime dei minimi, ma le Associazioni di Categoria hanno bloccato la riforma fiscale perché hanno riscontrato poche agevolazioni e molti errori nel nuovo regime. Con una nuova manovra finanziaria correttiva è stato reintrodotto il vecchio regime dei minimi e modificato il regime forfettario che è diventato ufficiale nel 2016. Da questo momento in poi non è più possibile attivare il regime dei minimi ma solo quello forfettario. Ma quali sono le differenze tra questi due regimi e cosa succede a tutti coloro che hanno una partita IVA nel regime dei minimi? Read more “Regime forfettario e regime dei minimi: le differenze”